sabato 31 marzo 2012



















" R I C O R D O "

AUTORE:          CLAUDIO MARINEO
TECNICA:        OLIO SU TELA - 60X50
REALIZZATO:  1997
PROPRIETA':

        Il dipinto è stato esposto alla X Edizione di Pittura Contemporanea "Trofeo Vincenzo Migliaro" che ha avuto luogo a Napoli, dal 23 al 25/03/00, nella Sala Gemito - Napoli - Galleria Principe di Napoli.
        L'opera ha vinto il 1° premio "Trofeo Vincenzo Migliaro"

        Opera composita, complessa ed articolata.
        Il ricordo qui non è il ricordo del singolo, ripiegato sulla sua vita, intento a ricostruire i brandelli.
        Il quadro è epocale, e riassume in sè uno spaccato della storia dell'umanità.
        Al centro, in alto, la creatura creata si costruisce la storia, quella storia che attraverso secoli di fabbricazione porterà alla tridimensionalità (il triangolo) della macchina, storia di un'umanità che trova il suo elemento di frattura della sequenza cronologica della temporalità nel sacrificio del Cristo, osservato con colpevole crudeltà da uomini incatenati, incatenati da catene che Cristo ha assunto su di sè, nel momento stesso in cui si è incarnato.
        L'immagine dell'umanità che nega se stessa esaltandosi della crudeltà spacca il quadro a metà e ne delinea le due parti, in cui vige ancora l'ambiguità, espressa nella contaminazione dei due volti, in quello maschile, che non è che la fagocitazione del personaggio ripreso tutto intero in miniatura, li a scavare nei meandri del passato, e quello femminile, in cui campeggia Lei, bionda, bianca, con il labbro aperto alla parola, al "logos".
        Nell'altra metà del quadro la musica, linguaggio universale, sembra unire il pianista e la donna, magra, con i capelli resi lisci dallo scorrere del dolore, tranne poi a scardinare l'unità della figura femminile, che appare solo come la provvisoria sintesi di un ermafrodito originario. Al di fuori della complessità ed ambiguità del ricordo, dando le spalle ad esso, un bambino, figura semplice nel suo sportivo abbigliamento, autoritratto infantile del pittore, si incammina verso il futuro, dando le spalle ad un passato che gli rimane alle spalle.
        Franca Sibilio



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