domenica 1 aprile 2012























" S O L I T U D I N E "

AUTORE:         CLAUDIO MARINEO
TECNICA:        OLIO SU TELA - 80X60
REALIZZATO:  2002
PROPRIETA':

        Appare in quest'opera evidente una delle peculiari caratteristiche dell'arte di Claudio Marineo: egli è alla ricerca continua di un raccordo tra il rigore, espresso dalla linearità della cornice del quadro, posto, per così dire, sempre in uno scenario geometrico, e la plasticità, la morbidezza di alcuni elementi che riempiono, mai del tutto, la cornice.
        La fanciulla, posta di profilo rispetto allo sfondo della solitudine infinita, poichè orizzontata tra un incontro tra il nero dell'inconscio ed il blu del cosmos, rompe, con la mano, l'opaca compattezza dell'inconscio, e le dita affusolate si fanno nido per una macchia palpitante di colore giallo, e guarda "altrove", seppur misteriosamente riscaldata dal riflesso di quel palloncino rosso, mosso da un filo invisibile e nascosto nei capelli.
        Quei capelli che, a mò di collana, cingono il collo e vanno a toccare le sottili, lunghe spalline della sottoveste, questa si ricca di pieghe, le pieghe della vita, le pieghe dell'amore.
        Quelle pieghe a cui, con sguardo quasi strabico, la fanciulla sembra guardare, e nello sforzo di recuperare l'armonia delle pieghe, riscaldata dal calore del batuffolo giallo, ecco che tre profonde pieghe, di cui due quasi aperte a forbice, le si scavano nel collo, segnandole la carne e spingendosi giù, verso la riga nera, la linea di confine tra la luce ed ombra, tra vita e morte . . . . . . . . e la fanciulla, che non guarda il palloncino, che pur palpita, che non si appropria delle pieghe, che pur si muovono, rimane li . . . . . . . SOLA.
        Franca Sibilio

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